Il termine anafilassiè stato coniato nel 1902 da Charles Richet e Paul Jules Portier per descrivere “l’opposto della protezione (profilassi)”. Essa rappresenta la più grave e potenzialmente fatale reazione in campo allergologico. Le manifestazioni cliniche possono essere di varia natura, e vanno dal prurito, eritema, orticaria angioedema, sintomi gastrointestinali, edema della laringe e collasso cardiovascolare. La prima descrizione di “anafilassi da esercizio fisico si deve a Albert Sheffer che nel 1980 descrisse 16 casi di soggetti che presentavano vari gradi di eventi anafilattici durante lo sforzo fisico. Questa manifestazione, estremamente imprevedibile, può presentarsi all’inizio, durante o subito dopo lo sforzo. E’ caratterizzata da una fase prodromica in cui può esserci prurito, astenia, calore ed eritema generalizzato, una fase cutanea in cui possono comparire orticaria e/o angioedema ed infine una fase conclamata con coinvolgimento delle vie aeree superiori e inferiori (tosse, stridore laringeo, broncospasmo), coinvolgimento del tratto gastrointestinale (nausea, dolori crampiformi, diarrea, vomito) e coinvolgimento dell’apparato cardiovascolare (ipotensione marcata, collasso). La sintomatologia in ogni fase può regredire spontaneamente o dopo terapia senza necessariamente evolvere verso l’anafilassi sistemica.

Generalmente sintomi durano dai 30’ alle 4 ore. La durata e l’intensità dello sforzo non sono correlate alla manifestazione clinica. Il primo episodio si può manifestare in soggetti adulti e ben allenati e possono essere frequenti le recidive. Inoltre la sintomatologia è irregolare non ripresentandosi in tutte le occasioni di esercizio fisico anche di uguale entità. Esistono alcuni fattori favorenti quali clima caldo, l’umidità elevata, il freddo, il ciclo mestruale un’alta concentrazione pollinica, una storia personale o familiare di atopia. Il rapporto maschio:femmine è di 1:2.

Nell’ambito dell’anafilassi da esercizio fisico (AEF) distinguiamo una forma indipendente dall’assunzione di alimenti (AEF-AI) ed una forma per il cui manifestarsi è indispensabile l’assunzione di alimenti (AEF-AD). Nell’ambito di quest’ultima forma possiamo distinguere una forma alimento specifica che si verifica solo per alcuni alimenti (AEF-ADas) ed una forma che si verifica dopo l’assunzione di qualsiasi alimento.

Entrambe sia AEF che l’AEF-AD una comune clinica e la diagnosi può essere fatta quando pazienti presentano sintomi, correlabili ad anafilassi, con l’esercizio fisico.  Si può verificare in tutte le età anche se è più frequente negli adolescenti e giovani adulti e le reazioni fatali o quasi fatali sono raramente riportante anche se tale stima può essere sottovalutata per la difficoltà di diagnosi post-mortem.

Alcuni sport come lo jogging, la camminata veloce, l’aerobica, il tennis ed il ballo sembrano maggiormente predisporre all’ AEF sebbene siano descritti casi in cui tale evento si è manifestato anche per il semplice rastrellare le foglie in giardino.

Nella AEF-AD i sintomi possono insorgere, durante, dopo pochi minuti o dopo ore il consumo di alimenti, che rappresentano quindi il fattore predisponente. Raramente possono comparire con l’assunzione di cibo subito dopo l’esercizio fisico. Ovviamente esercizio ed alimenti sono indipendentemente tollerati.

Il tipo di alimenti coinvolti varia a seconda delle abitudini alimentari ed infatti nella popolazione europea sono maggiormente coinvolti alimenti come sedano, latte, formaggi, uova e verdure in genere, arachidi e pomodori, mentre nella popolazione asiatica soprattutto gamberetti e crostacei in genere e pesce. Negli atleti inoltre, bisogna considerare la possibilità di alimenti nascosti quali la soia, le gelatine animali e ω-5-gliadina (presente nei pasti ricchi di carboidrati), o i semi. Bisogna inoltre ricordare che i FANS ed in particolare l’ASA, possono rappresentare un fattore aggravante aggiuntivo in grado di favorire la AEF-AD con un meccanismo dose dipendente. Nel 2015 la Società Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica (EAACI) ha proposto un position paper per chiarire i meccanismi alla base della AEF-AD (Tab. 2)

Per la diagnosi di AEF-AD importante è condurre un attenta anamnesi ed esame obiettivo, test allergologici in vivo ed in vitro, dosaggio della triptasi, e test di scatenamento (sforzo) con e senza assunzione di alimenti.

La diagnosi differenziale deve essere posta con le seguenti condizioni (Tab.1)

La terapia prevede l’impiego dell’adrenalina intramuscolare e il dispositivo autoiniettabile (Fastjet) deve essere fornito a tutti i pazienti con diagnosi di AEF.

La prevenzione deve essere fatta raccomandando al paziente di evitare l’assunzione dell’alimento responsabile (Quando si riesce ad individuarlo) nelle quattro ore precedenti l’esercizio fisico, evitare l’assunzione di FANS prima e dopo l’esercizio e di sospendere l’attività fisica nei periodi troppo caldi o troppo freddi.