Cos’è la spirometria e a cosa serve? Ne parliamo con la Pneumologa Silvia Tognella, direttrice dell’UOC di Pneumologia dell’Ospedale di Legnago (VR) e membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Respiriamo Insieme.

Spirometria, che cos’è e a cosa serve

La spirometria è l’esame più comune della funzione respiratoria e serve a misurare l’aria in entrata e in uscita dai polmoni quando si respira.
Con questo esame è possibile misurare la quantità di aria che il polmone utilizza quando respiriamo normalmente o sotto sforzo, e i risultati servono a individuare eventuali danni al funzionamento dell’apparato respiratorio.

È consigliabile sottoporsi all’esame spirometrico quando sono presenti sintomi respiratori, come tosse frequente o sensazione di mancamento di fiato, se siete fumatori sopra i 45 anni o già in cura per una malattia polmonare.

La spirometria è utile per diagnosticare e identificare alcune malattie tra cui:

  • asma bronchiale
  • bronchite cronica ostruttiva
  • fibrosi polmonare

Se queste patologie vengono diagnosticate in tempo e nel modo corretto, si possono adottare misure preventive ed evitare il loro aggravarsi nel tempo.

Come si esegue una spirometria?

Si tratta di un esame semplice e indolore: in breve, il paziente deve respirare attraverso un boccaglio monouso collegato allo strumento chiamato spirometro, con uno stringinaso che evita la fuoriuscita di aria dalle narici.

Un infermiere esperto di fisiopatologia respiratoria (branca della pneumologia che studia e misura la funzione del sistema respiratorio) svolgerà l’esame, spiegando al paziente il processo da seguire. Prima di iniziare identificherà i cosiddetti “valori teorici”, cioè i valori normali per quella determinata età, peso, razza, altezza e sesso, e valuterà eventuali controindicazioni all’esecuzione dell’esame.

E’ importante che il paziente collabori attivamente all’esame: gli viene richiesto di eseguire alcune manovre respiratorie sotto la guida del tecnico, come per esempio una profonda inspirazione e un’espirazione veloce della durata di almeno sei secondi. Le respirazioni si ripetono per almeno tre volte così da avere la certezza di valori reali su tempi e velocità del processo.

Proprio per la necessità di una collaborazione da parte del paziente, la spirometria si effettua su adulti e bambini abbastanza grandi per seguire e comprendere le indicazioni dell’operatore (di solito dai 6 anni in su).

L’esame dura una ventina di minuti, al termine dei quali si ottengono valori rappresentati da due curve, quella del volume/tempo e quella del flusso/volume.

I parametri misurati sono:

  • Capacità Vitale Forzata, ovvero il volume massimo di aria che può essere espulsa in un’espirazione forzata partendo da un’ispirazione completa;
  • FEV1 o VEMS, ovvero il volume d’aria espulsa nel primo secondo di un’espirazione forzata, partendo da una inspirazione completa.

I risultati vanno sempre analizzati da uno specialista e contestualizzati all’interno del quadro clinico generale del paziente.

Controindicazioni e preparazione alla spirometria

Non ci sono controindicazioni assolute al test spirometrico, che è indolore e non invasivo; durante l’esame il paziente deve rilassarsi e seguire le indicazioni dell’operatore.

Chi ha subito recentemente un infarto o un intervento chirurgico a testa, torace, stomaco o occhi non dovrebbe sottoporsi al test se le condizioni post-operatorie non si sono completamente stabilizzate.

Per prepararsi al test si consiglia di non fumare almeno per un’ora prima di affrontarlo, così come non si dovrebbero eseguire sforzi fisici importanti e non consumare pasti abbondanti né alcolici nelle 2/4 ore precedenti. Sarebbe opportuno evitare l’assunzione di farmaci che possono interferire con la respirazione (come i broncodilatatori) ma, qualora non fosse possibile sospenderli per il test, il paziente deve avvisare l‘operatore con nome, dosaggio del farmaco e orario di assunzione.

Spirometria in tempo di Covid

I boccagli monouso usati per il test sono provvisti di filtro antibatterico/antivirale e le procedure di sanificazione di strumenti ed ambienti sanitari sono obbligatorie, nonché indispensabili. Durante la fase acuta di diffusione del Covid19 le procedure di sanificazione sono diventate ancora più rigide e potenziate per garantire la conformità alle normative vigenti per la prevenzione del contagio da Covid19. Gli esami spirometrici temporaneamente sospesi nelle fasi iniziali della pandemia, sono ora in ripresa seppur con tempistiche un poco più lunghe per poter garantire la massima sicurezza.

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