In Italia, l’asma grave ha una prevalenza pari a 1,6% nei bambini di 6-7 anni e 2,3% negli adolescenti. Per garantire loro cure efficaci e una qualità della vita ottimale, è importante fornire ai pazienti in età pediatrica un trattamento personalizzato, riconoscendo la specificità dell’endotipo di asma. Ne parliamo insieme al Dott. Luca Pecoraro, Pediatra Subspecialista in Allergologia Pediatrica presso gli Ospedali di Pieve di Coriano (MN) e Mantova.

Per molto tempo si è discusso in merito alla corretta definizione di asma grave.

L’orientamento attuale trova i suoi fondamenti nelle linee guida Global Initiative for Asthma (GINA), che classificano l’asma come “grave” nel momento in cui esso non sia controllato nonostante l’aderenza alla terapia massimale, costituita sostanzialmente da alte dosi di corticosteroide inalatorio (ICS), in associazione a β2-agonista a lun­ga durata d’azione (LABA), con la possibilità di utilizzo di brevi cicli di terapia corticosteroidea per os (Step 4/5), e il trattamento dei fattori che possono contribuire allo scarso controllo. In tale definizione rientra anche l’asma il cui controllo peggiora nel momento in cui tale terapia ad alte dosi venga ridotta.

In Italia, l’asma grave ha una prevalenza pari a 1,6% nei bambini di 6-7 anni e 2,3% negli adolescenti. Tali bambini e adolescenti, affetti da asma grave, sono soggetti a numerose riacutizzazioni, mostrano una funzionalità respiratoria ridotta e una qualità di vita non ottimale.

Nel momento in cui i correlati clinici e spirometrici e l’elevato livello di trattamento utilizzato pongono il sospetto di asma grave, il primo step diagnostico consiste nella conferma di tale dia­gnosi, escludendo condizioni patologiche alternative che possono entrare in diagnosi differenziale con l’asma.  Escluse tali diagnosi differenziali ed i fattori di rischio potenzialmente presenti ed affrontate in modo adeguato le eventuali comorbidità associate all’asma (rinosinusite cronica, rinite allergica, obesità, sindrome delle apnee ostruttive del sonno, ansia/depressione, allergia alimentare, malattia da reflusso gastroesofageo), è possibile confermare la diagnosi di asma severo.

Dal punto di vista farmacologico, per i pazienti affetti da asma grave, equivalente agli step 4 e 5, le linee guida GINA pongono l’indicazione di utilizzo di alte dosi di corticosteroide inalatorio (ICS), in associazione a β2-agonista a lun­ga durata d’azione (LABA), considerando inoltre l’utilizzo di corticosteroidi per via orale, da eseguire per brevi cicli, in considerazione dei significativi effetti collaterali. In caso di mancato controllo dei sintomi dell’asma nonostante tali terapie, è necessario prendere in considera­zione strategie terapeutiche alternative, rappresentate dall’utilizzo di farmaci biologici. Tali farmaci mostrano un’azione selettiva nei confronti di fasi specifiche della cascata infiammatoria che si sviluppa nel paziente affetto da asma. Il loro utilizzo è associato ad una riduzione di riacutizzazioni asmatiche, accessi al pronto soccorso e utilizzo di corticosteroidi orali.

Al momento, i farmaci biologici approvati in età pediatrica sono rappresentati da Omalizumab (dai 6 anni) e Mepolizumab, Benralizumab e Dupilumab (dai 12 anni). Tali farmaci biologici devono essere utilizzati in associazione alla terapia di fondo per asma.

Inoltre, è necessario perseguire una corretta gestione non farmacologica dell’asma stesso, attraverso la verifica dell’aderenza al trattamento, il controllo delle condizioni ambientali, l’evitamento dell’esposizione attiva e passiva al fumo di sigaretta e il perseguimento di uno stile di vita sano che preveda alimentazione bilanciata e attività fisica.

La peculiarità dell’asma severo in età pediatrica, e che differenzia tale tipo di asma da quello presente nell’adulto, è rappresentata dalla frequente presenza di atopia e dalla conseguente usuale presenza di un’infiammazione di tipo eosinofilo. Tale constatazione, risultato dell’avanzamento delle conoscenze scientifiche degli ultimi anni, evidenzia l’importanza del riconoscimento dell’endotipo dell’asma, che risulta specifico per uno specifico paziente.

E’ necessario quindi ridefinire il concetto di asma inteso come “unica entità richiedente il medesimo trattamento in tutti i pazienti”, ma, al contrario, il riconoscimento dello specifico endotipo di asma pone le basi per un trattamento personalizzato dell’asma, anche e soprattutto in età pediatrica. Per tale ragione, la ricerca scientifica si sta dirigendo verso la scoperta di farmaci biologici sempre nuovi, il cui scopo è di bloccare la cascata patogenetica dell’asma in modo mirato in uno specifico paziente, con il potenziale risultato di rendere l’asma severo una forma di asma associata a maggiore controllo.

REFERENZE BIBLIOGRAFICHE

  • Global Strategy for AsthmaManagement and Prevention, 2019. Disponibile sul sito web: ginasthma.org
  • Tenero L, Piacentini G. Asma grave: quando ricorrere ai farmaci biologici. Quaderni ACP. 2019;5:194-199.

Firma e aiutaci a diffondere la petizione “Riconosciamo l’Asma Grave come una malattia distinta dall’Asma”. FIRMA QUI!

Vuoi rimanere sempre informato e partecipare alle attività dell’Associazione Respiriamo Insieme?

Unisciti alla nostra community, insieme siamo più forti!

ISCRIVITI ALLA COMMUNITY E PARTECIPA AI FORUM
ISCRIVITI ALL’ASSOCIAZIONE RESPIRIAMO INSIEME
2021-06-14T07:21:43+00:00Di |Articoli sull'Asma Grave|

Scritto da:

Dr. Luca Pecoraro
Clinica Pediatrica, ASST Mantova, Mantova Dipartimento di Medicina, Università degli Studi di Verona, Verona
Torna in cima